Dopo il rinvio a Settembre per il gioco…..ritorna in mente il DDL del 26 Giugno 2014

Se si volesse fare un esame obbiettivo di questa nuova proposta relativa all’accordo sulla “sistemazione dei giochi e delle slot machine online”, onestamente non si può fare a meno di ritornare con la mente ad un DDL del 26 giugno 2014 che trattava, già allora, della ristrutturazione e riordino del settore ludico: peraltro, decreto già approvato e che è rimasto “nel cassetto” ed al quale non è stato dato alcun proseguimento. Si parla di tre anni fa: e quante cose sono successe al mondo del gioco d’azzardo in questi tre ultimi anni? Chi più ne ha più ne metta! Decreti fiscali, Leggi diStabilità, Regolamenti sul Gioco proclamati dalle Regioni, ordinanze restrittive, distanziometri…

Ma, in ogni caso, quel 26 giugno 2014, la Commissione Affari Sociali ha approvato all’unanimità un disegno di legge che affronta il problema del gioco con l’obbiettivo mirato della sua prevenzione e della sua cura. Si dichiara contrario alla sua pubblicità selvaggia, e ribadisce con forza l’obbligo di curare coloro che “cadono nella rete” della dipendenza del gioco compulsivo, istituisce un osservatorio e finanzia tutto ciò con gli stessi proventi delle tasse che il Governo “riceve” proprio dallo stesso mondo del gioco d’azzardo. Nessuna legge ha mai ottenuto un finanziamento più sicuro ed anche dovuto.

Ma, allora, il Governo rifiutava l’approccio di tipo sociale e rendeva pubblica (quasi) la sua “vistosa simpatia” per l’approccio in chiave economico-fiscale ch scaturisce proprio da questo rapporto ibrido gioco d’azzardo pubblico-Stato. Sembrava, allora, che l’unico obbiettivo che si intendeva tutelare fosse il gettito fiscale che non poteva diminuire, anzi, doveva ulteriormente crescere per i “fabbisogni di bilancio” (anche in quei tempi). Ed ora si è qui ad esaminare di nuovo una proposta di riordino dei giochi, dove però arrivano ancora nuovi distinguo e nuove sottigliezze che, probabilmente, avranno l’obbiettivo di affossare ancora una volta ciò che viene richiesto a gran voce da una marea di persone: il riordino e la ridistribuzione equilibrato dell’offerta del prodotto pubblico.

Le promesse che sono state fatte, obbiettivamente, dal Governo in questi ultimi tre anni sono state innumerevoli sino a quest’ultima proposta di riordino che la scorsa settimana è stata presentata dal sottosegretario Pier Paolo Baretta, proposta che forse poteva anche andar bene (visto che le Regioni si sono sentite gratificate nel vedere confermato appieno il proprio ruolo), ma che comunque ha “prodotto solo un rinvio a settembre”.

Questo Governo, quindi, solo apparentemente sta facendo passi in avanti, ma continua a fallire quando si presenta il momento di “chiudere” questa questione ludica: ma più passano i giorni, però, più si avvicina la chiusura della legislatura che contemplerà anche in questo percorso un ulteriore flop e tutto questa “movimentazione” in Conferenza Unificata non sarà servito a nulla. Si dovrà attendere la prossima tornata elettorale e con questo si può dire chiaramente che questo Governo sta proprio “giocando d’azzardo” con questi rinvii e questi tentennamenti.

Dovrà forse chiedere scusa ai cittadini, a coloro che sono stati coinvolti dalle derive dell’abuso del gioco: oggi, è veramente ridicolo che uno Stato cerchi di aiutare le persone dopo averle direttamente ridotte sul lastrico con i suoi “giochini”. Bisogna dire che è drammatico speculare sulle debolezze di qualcuno che, per mancanza di forza, non riesce ad estraniarsi da questa dipendenza “messa in piedi ed orchestrata” proprio dallo Stato.

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